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Alma incontra Algosena *
di Ettore Toniolo
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Ancora
una bracciata e mi trovo circondata dal fluido fresco e rigenerante,
a tratti sono interamente sommersa in altri momenti emergo con la faccia
per unintensa boccata daria.
Sono nel mio elemento che non sapevo lo fosse. Altre volte mi sono tuffata
in mare ma mai come ora mi sento così coinvolta.

Non
mi sono mai allontanata tanto da riva, fino a non toccare il fondo sabbioso,
ma sono tranquilla. Non me lo sarei mai aspettata, questa sicurezza
mi rende insicura. Riesco a scivolare tra le correnti come
una creatura marina, istintivamente mi tocco i fianchi per sincerarmi
di non aver guadagnato anche delle pinne negli ultimi secondi insieme
a tanta nonchalance.
Scendo e risalgo, dal fondo sabbioso alla superficie. Con le braccia
aperte posso volare tra i fluidi tiepidi e quelli freddi. Li intercetto,
minserisco al loro interno. Per farmi accompagnare verso lalto
scelgo quelli caldi e, al contrario, quelli freddi mi portano verso
il fondo oscuro, sempre più oscuro. Non oso immaginare la profondità
a cui mi trovo.

Striscio
col ventre sulla sabbia, tutto si sta facendo cupo come se lo strato
dacqua sopra di me ispessisse secondo dopo secondo.
Ho perso la concezione del tempo. Quando cerco di controllare lora
alcuni guizzanti vortici dacqua deformano la visione delle lancette
e dei numeri.
Tra le mie dita lacqua prende forma e si scioglie continuamente.
Appena credo di aver catturato una forma, questa si liquefa e mi sfugge.
Se io cerco di afferrare qualche presenza, altre entità mi ostacolano.
Dita invisibili mi sfiorano, cercano di indirizzarmi, ma riesco a sfuggire,
ho una padronanza incredibile del mio corpo. Penso e agisco, immagino
e mi muovo in modo fantastico ad una velocità incredibile.
Il mio udito avverte nuove vibrazioni, frequenze mai incontrate sulla
superficie terrestre ora sono familiari, le percepisco e distinguo nettamente
tra loro.
Le posso associare a corpi di animali da poco conosciuti e già
ben schedati nella mia mente, odo le stesse correnti scontrarsi e mescolarsi.
Colonne fredde dacqua picchiano contro il fondo, le sento spostare
la sabbia, frammentarsi in ogni direzione e compenetrare lacqua
calda che si trova intorno e cede energia ai nuovi tentacoli freschi
fino a dissolverli incorporandoli.
Un ronzio lontano tradisce la posizione di un motoscafo, avverto con
precisione distanza e velocità di avvicinamento.
Se da un lato mi trovo a mio agio nel nuovo elemento, dallaltro
mi trovo disorientata. La conoscenza mi preoccupa, lignoranza
è molto più rassicurante. Quando non si hanno le capacità
per prevenire un determinato pericolo la fine è più dolce,
improvvisa e immediata, la si avverte solo allultimo istante quando
oramai è troppo tardi per accennare la benché minima reazione.
Tutto è già compiuto. Non resta che adattarsi al nuovo
imprevisto, alla nuova situazione ineluttabile quando ci troviamo davanti
qualcosa di molto più grande di noi.
La conoscenza che ho acquisito in questi frangenti mi rende consapevole
del momento e mi permette di apprezzare quanto mi circonda e mi accade.
Lo spazio vitale che occupo e che mi ospita si mostra in tutta la sua
bellezza.
segue
a pag. 4
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